venerdì 24 giugno 2016

Torre Platta di Cercola: eleganza, fantasia e territorio.

Torre Platta di Villa Buonanno
Viale Buonanno, 10- Cercola (NA)
Tel. 081.733.22.02
Sito web

Villa Buonanno è un elegante relais ricavato da una dimora gentilizia del '700. 
Laura Greco e Giuseppe De Falco sono le persone che con una felice intuizione hanno riportato a nuova vita il meraviglioso complesso, offrendo a viaggiatori e turisti che nel visitare Napoli volessero un alloggio lontano dal caos metropolitano, un'opportunità decisamente affascinante.


Probabilmente, oltre alle originali camere, al giardino curatissimo e al Vesuvio che veglia da vicino su tutto il complesso,  è la figura della precedente proprietaria, Mary Buonanno Schellebrid, a rendere speciale Villa Buonanno.

Direttrice della biblioteca Braidense, durante il secondo conflitto mondiale riuscì nell'impresa straordinaria di trasferire l'immenso patrimonio composto da 170.000 libri e molte opere d'arte in un luogo sicuro, evitandone la distruzione. La sua storia, poco conosciuta, nonostante le abbia fatto meritare una medaglia d'oro per altissimi meriti in campo artistico e culturale nel 1955, è oggi raccontata nel bel volume edito da Hoepli e scritto da Luigi Zanzi, marito di una delle nipoti.
  



Il valore aggiunto di Villa Buonanno è senz'altro il ristorante Torre Platta alla cui guida è, da qualche mese, lo chef Mario Strazzullo, giovane eppure con una densa esperienza nelle cucine di Antonino Cannavacciolo ed Alfonso Jaccarino.


Mario ha decisamente puntato alla cucina del territorio, guardando la grande tradizione contadina vesuviana da un punto di vista diverso, diremmo intelligentemente -cosa non scontata oggi nel mondo della ristorazione- innovativo.  

Ricordo contadino
Il colurcio che Strazzullo ha voluto nel nuovo menù ne è l'esempio più chiaro; la merenda contadina che Luigi Zanzi nel suo libro descrive come composta da un lungo pane sfregato di aglio e riempito con pomodori, sale, olio ed acciughe, è riproposta nel bel piatto Ricordo contadino.


Il ristorante Torre Platta è aperto anche a chi non è ospite dell'albergo. Dunque, non sarà necessario un week-end fuori casa per assaggiare il Finto fritto all'italiana, dove tutto non è come sembra: il crocchè è con calamari e zenzero, l'arancino è di riso con piselli, frutti di mare e nero di seppia mentre la frittatina è di spaghetti al nero di seppia e lupini, alici fritte con provola e salame

Finto fritto all'italiana

Il menù estivo è composto da grandi piatti, nei quali si esaltano la fantasia e la tecnica di Mario Strazzullo.

Uovo nel campo

Pizzicotti agli scampi, infusione di caffè e limone candito

Probabilmente i pizzicotti agli scampi con infusione di caffè e limone candito rappresentano molto bene queste due peculiarità del giovane e talentuoso chef.


Sandwich di triglia con asparagi e lime

Sfogliatella scomposta

I prezzi sono davvero POP per un pasto di tale livello. Un consiglio da amici: visitate Villa Buonanno, godetevi qualche ora nella sua magica atmosfera e poi cenate assaporando le grandi creazioni di Mario Strazzullo; ci ringrazierete.

Selfacchione con Mario Strazzullo e Roberto Esse

lunedì 6 giugno 2016

Luigi Cippitelli inaugura il nuovo tour Polselli, alla riscoperta dei prodotti veraci

Voglia di Pizza
Via Astalonga, 36 
San Giuseppe Vesuviano (NA)
Tel. 081.5295302

Ritornano gli eventi in pizzeria promossi da farine Polselli.
Stavolta l'obiettivo è la riscoperta di prodotti veraci, soprattutto dell'area vesuviana e dell'agro nocerino-sarnese, che verranno interpretati da pizzaioli e chef locali; è inoltre l'occasione per fare conoscere la nuova linea di farine alternative prodotte dal mulino di Arce.
Partner del ciclo di eventi, presentati dalla giornalista Antonella D'Avanzo, è la GFA di Giuseppe Ciriello, distributore e promotore di prodotti di eccellenza. 


E' Luigi Cippitelli ad inaugurare il nuovo tour Polselli nel suo Voglia di Pizza a San Giuseppe Vesuviano. Pizzaiolo autodidatta, passato per diverse esperienze nel campo della ristorazione, in città è noto come il "sarto", per la sua capacità di ben abbinare sapori antichi e moderni sul disco di pasta. 


La pizza di Luigi non è la canonica da disciplinare, ma una estroversa manifestazione della sua instancabile voglia di confrontarsi con prodotti sempre diversi e con nuove tecniche. 


Le pizze
Le originali intenzioni di Cippitelli si sono manifestate in un molteplice e colorato festival di pizze: la rassicurante margherita, il solo classico presentato, è seguita poi da una montanara realizzata con farina di curcuma e ripassata in forno;
   


in successione, la  pesto di rucola, fior di latte, piennolo, lonzarda di suino razza casertana, su impasto con farina germe di grano; 

la base curcuma, condita con fior di latte, ricotta di fuscella, mortadella e pistacchio di Bronte.


Ed infine una pizza con impasto realizzato con farine multicereale con datterino giallo, fior di latte di Agerola e caso conciato Bagnolese.


I piatti 
Gli chef dell'Accademia Polselli, per sottolineare la versatilità d'uso delle nuove farine, propongono una coppia di primi: Scialatiello con farina di grano arso, condito con pesto di datterino giallo, finocchio fresco, grattugiata di lime, cacio bagnolese e mandorle tostate il tutto a crudo, freddo;

Gnocchi alla canapa e curcuma, ripieno di ricotta di bufala aromatizzata con origano e pepe accompagnati da un pesto di piennolo e da un pesto di rucola.


L'intervento di Francesca Marino, autrice del portale www.mysocialrecipe.it e nutrizionista, teso a sottolineare le proprietà nutrizionali della pizza napoletana e le peculiarità delle farine speciali presentate, precede la golosa chiusura: un babà alla curcuma con crema di nocciole avellane e nocciole pralinate, accompagnato dai liquori Alma de Lux.



Piccola produzione, grande eccellenza campana, i liquori proposti sono anch'essi molto originali: pomodoro del piennolo; zenzero, limone e peperoncino; rucola.



venerdì 3 giugno 2016

Caseus, il grande libro dei formaggi italiani

Chi ama i formaggi, deve certamente avere nella propria biblioteca personale "Caseus, il grande libro dei formaggi italiani"
Il volume oggi costituisce certamente un riferimento in Italia sulla materia, tanto per i professionisti quanto per gli appassionati.



L'autore è Renato Brancaleoni, affinatore, docente presso l'Alma, la celebre scuola di cucina di Gualtiero Marchesi, vincitore di numerosi premi e uno dei più apprezzati esperti di livello internazionale in materia di formaggi.

Abbiamo avuto l'occasione di conoscere di persona Brancaleoni alla presentazione napoletana di Caseus, evento organizzato da Luigi Muroli, patron delle "formaggioteche" napoletane Sogni di Latte, nell'ambito di Vitigno Italia 2016 e moderato dalla giornalista Laura Gambacorta.



Quando alla indiscussa competenza si aggiunge una grande capacità comunicativa e una passione ( a volte addirittura ardore) che, nonostante i decenni di lavoro, continua a trasparire da ogni singola parola, allora ci troviamo di fronte ad una persona che probabilmente riuscirà ad arricchirci in un modo direttamente proporzionale al nostro interesse sull'argomento.

Dalle difficoltà con la legislazione europea in materia di latte in polvere alle modalità per comporre correttamente un carrello dei formaggi, dalla conservazione nel frigorifero di casa all'indispensabile contributo dell'affinatore nella realizzazione di formaggi sempre unici, la materia diventa appassionante se è Renato Brancaleoni ad illustrarla.


Neanche a dirlo, abbiamo acquistato Caseus (Alma Plan, 2015).
L'opera si divide in tre sezioni; la prima tratta in maniera ampia ed approfondita storia e metodi produttivi; la seconda è costituita da schede che tracciano il profilo di tutti i formaggi italiani e di alcune eccellenze europee; la terza è ricca di consigli per gli appassionati: conservazione, abbinamenti, assortimento.



Beh, dopo tanto parlare credo sia venuto il momento di assaggiare, vero? Ecco il mio piatto di formaggi affinati dal Maestro Brancaleoni, favorite?

lunedì 30 maggio 2016

Pizza fritta e babà: assaggiamo la storia di Napoli

Via Michelangelo da Caravaggio, 49/51
Tel.:081.714.83.25

Quando Enzo Coccia, il celebre pizzajuolo de La Notizia, si mette in moto per organizzare un evento, non c'è dubbio che questo sarà originale, interessante ed, ovviamente, orientato alla celebrazione del buono.

enzo coccia cucinapop

Pizza fritta e babà: assaggiamo la storia di Napoli non ha fatto eccezione!


Sin dall'invito si è compreso che i due assi della pizza, lo stesso Enzo ed Eduardo Ore, avrebbero "giocato" con quattro re della pasticceria, Sal De Riso, Ciro Scarpato, Salvatore Capparelli e Francesco Guida, per offrire il contesto ideale al prof. Fabrizio Mangoni per regalarci una piccola, intensa lezione sulla storia di due delle più amate produzioni della cucina partenopea.

coccia deriso capparelli guida scarpato gambacorta cucinapop


La location è 'O sfizio d''a Notizia; ad introdurre e moderare gli interventi è Laura Gambacorta, giornalista e co-ideatrice dell'evento.


Si parte con le pizze fritte, un cibo di strada nato ed affermatosi a Napoli nel primissimo dopoguerra; economica, facile da preparare, vuota o ripiena di ricotta e salumi, la pizza fritta diventa cibo per tutti, conquistando anche le classi più alte (proprio 'O sfizio d''a Notizia, proponendo l'abbinamento alle nobili bollicine italiane e francesi, ne è l'ultimo esempio in ordine di tempo).


Eduardo Ore ci accompagna nella dissertazione del professore Mangoni con la classica cicoli e ricotta, con una montanara condita con pomodoro del piennolo, friggitelli del vesuvio, pecorino e pepe e con una fritta ripiena di scarola, baccalà, capperi, olive, uva passa e pinoli.


Non può mancare 'o murzillo, una 'mpustarella ancora più piccina, stavolta ripiena di mortadella e pesto di pistacchi.


I babà realizzati dai maestri pasticcieri, sono la viva ( e gustosa) rappresentazione delle tappe che hanno portato un dolce del '700 a diventare una delle icone della città di Napoli.


Il primissimo babà nato in Lorena su idea dell'ex re polacco Stanislao Leszczyński stenteremmo a riconoscerlo: secco, con uvetta di Corinto e di Smirne, aromatizzato allo zafferano ( il cui profumo di oriente ispirò al suo inventore il nome del nuovo dolce: Alì Babà).
Francesco Guida, dell'Antica osteria Nonna Rosa di Vico Equense), ha l'onere e l'onore di cimentarsi con la versione primordiale.


A Parigi il babà si inzuppò nel ruhm e divenne morbido. Inoltre, a metà '800, rinnovò il suo look presentandosi in una nuova versione: il savarin.
Sal De Riso, da Minori, propone un savarin con i profumi della costiera: adagiato su una salsa all'arancia e guarnito con cremoso all'arancia e cuore di lampone.


Arrivato a Napoli con Gioacchino Murat, il nostro amato dolce usci presto dalle cucine di corte, affermandosi come un dolce dalla semplicità perfetta, abbandonando l'uvetta e i canditi tipici dei pani arricchiti del '700. 
La versione napoletana classica non poteva che essere interpretata da Salvatore Capparelli, della omonima pasticceria di via Tribunali.


Ciro Scarpato, infine, presenta un babà classico ma bagnato al bergamotto, da un'idea dello stesso prof. Mangoni; il dolce assume un sapore diverso, agrumato eppure perfetto, coerente probabilmente con gli odori che piacevano al suo inventore.


Ne è uscita una gran bella serata...quell'Enzo Coccia è davvero un vulcano di idee! 


venerdì 27 maggio 2016

Nuovi progetti: Il Sommelier del Pomodoro

Nonostante sia un ortaggio importato "recentemente" dalle Americhe, il pomodoro è diventato uno degli ingredienti principali della cucina italiana.


In un momento di importante recupero e valorizzazione di varietà spesso dimenticate, la giornalista Monica Piscitelli ed il sommelier Tommaso Luongo lanciano un interessante progetto, teso a far nascere una nuova figura con competenze specifiche: il Sommelier del Pomodoro.


In realtà, si è parlato di qualcosa di simile già nel 2014, quando la Mutti "incoronò" 10 chef, scelti tra i Jenues Restaurateurs d'Europe, come sommelier del pomodoro, ma nonostante i buoni propositi di partenza, l'idea non ha avuto un seguito POP, rimanendo confinata nel campo delle iniziative di buona comunicazione dell'azienda parmigiana.


I due eventi nei quali Monica Piscitelli e Tommaso Luongo hanno presentato il progetto, rendono la figura del Sommelier del Pomodoro come di un comunicatore e divulgatore dell'eccellenza del pomodoro campano; un esperto conoscitore delle peculiarità di ogni singola varietà, formatosi in un ciclo di seminari aperto agli addetti del settore ma anche a quanto lo amano, somministrano a tavola o lo elaborano per i propri prodotti.


Nel panel di assaggio svoltosi ad Eccellenze Campane, cuochi, coltivatori, produttori, tecnologi, pizzaioli, commercianti, sommelier professionisti hanno degustato ben 8 tipologie diverse di pomodoro, fresco o in conserva.


Nella serata al circolo Rari Nantes di Napoli "Luna Rossa, il pomodoro risplende sul Golfo", il progetto è stato presentato ad un pubblico più eterongeneo, proponendo i pomodori nelle interpretazioni di Guglielmo Vuolo (montanare e pizze fritte), Stefano Pagliuca (bruschette con pane di Melito) e in ben 15 cocktail diversi ideati dai bartender dell'AIBES Campania. 



Per approfondire
I pomodori campani

Per chiacchierare

giovedì 19 maggio 2016

Il menù in braille della Pizzeria Franco

Pizzeria Franco
Corso Arnaldo Lucci, 195
Tel.:081.554.18.92
Sito web

Franco Gallifuoco è, senza fare tanti giri di parole, un eroe POP!

Il ristorante pizzeria di famiglia sorge al Corso Lucci, di fronte alla stazione centrale di Napoli.
Dagli anni '80 pizze e piatti della tradizione deliziano occasionali viaggiatori in attesa del loro treno e, soprattutto,  tanti affezionati clienti; tra questi, da qualche tempo, vi sono diversi ciechi ed ipovedenti, persone che hanno bisogno che qualcuno gli legga il menù per potere scegliere con che cosa cenare.

Salvatore Petrucci, Presidente UNIVOC, con Francesco Gallifuoco e Laura Gambacorta

L'idea
In un locale che ha fatto dell'accoglienza il proprio segno distintivo, sembrava davvero troppo che qualcuno dovesse essere "diverso"; Franco, lasciatosi provocare dalle circostanze, coglie l'occasione del lancio della nuova carta stagionale per colmare questa mancanza e si inventa un menù in braille. 

Vincenzo Iovino, Francesco Gallifuoco e Laura Gambacorta

Quello che è sembrato un piccolo atto di giustizia nei confronti di parte della sua clientela, si rivela una grande rivoluzione: a Napoli e in Campania è il primo locale a farlo, mentre  nel resto del Paese esperienze del genere sono solo poche decine.


Il menù
Il menù si presenta più che normale e i rilievi in braille, posti in corrispondenza delle stampe, realizzate in un formato leggermente più grande del solito,  a noi che non sappiamo leggerne il significato, sembrano quasi una particolarità della carta. 



Le idee di Franco
Franco, con la sua famiglia, è dunque un eroe POP: ha reso fruibile a tutti il buono!
D'altro canto il giovine pizzajuolo è davvero una forza della natura: lo si comprende dai menù per immagini in pop-up (utili ai turisti stranieri; in pratica, ci si connette alla rete wi-fi del locale, si apre una schermata e si può scegliere il menù nella propria lingua, con le immagini a corredo) o dalla sua ultima stravagante creazione, la pizza Pàura, con la quale ha voluto giocare a sintetizzare le personalità di Laura Gambacorta, giornalista enogastronomica e curatrice della serata di presentazione, e Pina Molitierno, maestra gelatiera i cui prodotti saranno presenti in pianta stabile in pizzeria. 



La serata di presentazione
Quest'estate, saranno tante le pizze originali affiancheranno le classiche margherite e marinare.
Apriamo con la Caprese in bicchiere, un gelato salato di Pina Molitierno, composto da Panna cotta al pomodoro, con cremoso di mozzarella di bufala dop, gelèe al basilico e olio evo.


Continuiamo con una ottima frittatina zucca, provola e pepe.


Le pizze
Pizza ricotta e pera
Fior di latte di Agerola e all’uscita ciuffetti di ricotta di pecora, pepe, pera grattugiata, olio evo e basilico


Pàura  
Pesto alla menta e mandorle, involtini di lardo di Colonnata e fior di latte di Agerola, cioccolato fondente e olio evo 


Ripieno Fuoco e Mare
Ripieno in crosta di formaggio di cozze saltate in padella, ‘nduja di Spilinga e olio evo


Un'idea nata in serata e che probabilmente sarà uno dei successi dell'estate: 
Ripieno fritto con gelato al cioccolato!



Chiudiamo con un eccellente Sorbetto di lampone e gelato al cioccolato fondente